La fertilità nell’era dello smartphone

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La fertilità. Da anni è sempre più incalzante la necessità, a volte totalizzante ed a tratti patologica, dell’utilizzo di cellulari e tablet. Il mondo della tecnologia ha sdoganato molti accessi ed ha consentito, grazie soprattutto ad una rete internet veloce, a basso costo e sempre a portata di mano, di poter avere occhi ed orecchie sul mondo pur restando fermi.

L’avvento dei social e delle relative app sugli smartphone ha unito e diviso in maniera cronica molte persone, cambiando abbastanza radicalmente il concetto di socializzazione.

Nell’arco di un’intera giornata il cellulare è ormai, in proporzione di tempo, “l’amico più costante”. A tutto questo aspetto sociale ne va aggiunto purtroppo uno scientifico.

Diversi studi hanno ormai dimostrato che l’utilizzo eccessivo del cellulare influenza negativamente la fertilità maschile. In particolar modo, è stato messo in evidenza come conservare il cellulare nella tasca dei pantaloni o comunque a stretto contatto con il corpo, sia rischioso e deleterio per la qualità del liquido seminale, a causa dell’innalzamento della temperatura testicolare e  dell’esposizione corporea ad onde elettromagnetiche. All’Università di Exeter, in Gran Bretagna, sono stati presi in esame e valutati più di 10 studi internazionali sull’argomento, che hanno portato ad una pubblicazione scientifica sulla rivista “Environment International”. Oltre 1500 campioni di liquido seminale sono stati analizzati in diversi Centri di ricerca, valutando l’interferenza delle onde elettromagnetiche emanate dai cellulari su parametri critici quali la concentrazione, la motilità e la vitalità degli spermatozoi stessi. La motilità degli spermatozoi è risultata diminuita in media dell’8% rispetto ai campioni di controllo che presentavano invece mediamente una motilità compresa tra il 50 e l’85%. Stesso discorso è valso per la vitalità che è risultata invece diminuita del 9% rispetto ai controlli. Questo impatto negativo sulla fertilità maschile delle onde elettromagnetiche dei cellulari, che necessiterebbe in ogni caso di ulteriori e più estese indagini, va ad aggiungersi a quello dell’ inquinamento ambientale e di altri fattori tipici di uno scorretto stile di vita (droga, fumo, alcool, alimentazione ricca di grassi), scaturendo in una conseguente diminuzione della fertilità che andrebbe invece preservata. La parola d’ordine ancora una volta dovrebbe essere “prevenzione”. Sin dall’età puberale bisognerebbe effettuare almeno una volta all’anno l’esame del liquido seminale (spermiogramma), per monitorare costantemente gli effetti inevitabili dell’ambiente e del proprio stile di vita su uno dei beni più preziosi del nostro futuro… la fertilità!

 

Dr.ssa Mariangela Palmieri

Autore Dott.ssa Mariangela Palmieri

Dott.ssa Mariangela Palmieri Clinical Embryologist, esperta in tecniche di PMA di I II e III livello, crioconservazione gameti ed embrioni, analisi liquido seminale, frammentazione DNA spermatico e citogenetica.

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