Tecnica IMSI

IMSI

CHE COS’È?

L’acronimo sta per Intracytoplasmic Morphologically Selected sperm Injection. È una tecnica di fecondazione assistita di secondo livello nata nei primi anni 2000 da un gruppo di ricercatori della Bar-Ilan University, in Israele.

IN COSA CONSISTE?

Consiste essenzialmente in una metodica ICSI in cui però lo spermatozoo viene selezionato morfologicamente mediante una specifica apparecchiatura in grado di ingrandire lo spermatozoo fino a 6600 volte rispetto ai 200/400 ingrandimenti con cui viene normalmente selezionato con la tecnica ICSI. Essa ha quindi lo scopo di identificare particolari alterazioni morfologiche dello spermatozoo, come la presenza di vacuoli, che potrebbero influenzare l’impianto degli embrioni, la loro qualità, le percentuali di aborto ed in ultima analisi le percentuali delle nascite.

Diversi studi hanno riportato che la selezione ad alto ingrandimento dello spermatozoo aumenta la formazione di blastocisti ed il tasso d’impianto, anche in coppie con età materna avanzata.

Le fasi della metodica si articolano come segue: la paziente si sottopone ad un protocollo di stimolazione ormonale con gonadotropine allo scopo di ottenere una crescita follicolare multipla. Avvalendosi del monitoraggio ecografico dell’ovaio e del dosaggio dell’estradiolo, viene quindi indotta la maturazione follicolare e determinato il momento del prelievo ovocitario. L’intervento, eseguito in anestesia endovenosa, consiste nell’aspirazione del liquido follicolare e degli ovociti contenuti al suo interno. Una volta stabilito il grado di maturazione degli ovociti (possono essere utilizzati sono quelli in fase MII), essi vengono microiniettati con gli spermatozoi del partner maschile, opportunamente capacitati e selezionati morfologicamente ad un ultraingrandimento di 6600x. Il giorno successivo si valuta la fertilizzazione, data dall’osservazione di due pronuclei all’interno dell’ovocita. Gli ovociti fertilizzati vengono quindi seguiti nelle loro prime divisioni cellulari fino al giorno in cui gli embrioni, così formati, vengono trasferiti in utero.

Dopo circa due settimane, l’esito del trattamento dovrà essere accertato dosando la b-HCG, l’ormone prodotto dall’embrione impiantato.

PER QUALE TIPOLOGIA DI PAZIENTE È INDICATA?

La tecnica di fecondazione IMSI è indicata per le coppie con vari tentativi falliti di trasferimento alle spalle, dovuti a mancata fertilizzazione o ad arresto maturativo degli embrioni; è inoltre indicata per pazienti con teratozoospermia severa o con un elevato tasso di frammentazione del DNA spermatico.

QUALI SONO LE PERCENTUALI DI SUCCESSO?

In letteratura, le percentuali di successo, variabili da centro a centro, vanno dal 25 al 35%. Il Centro Hera s.r.l. registra annualmente presso l’Istituto Superiore di Sanità  percentuali di successo superiori alla media nazionale, per tutte le fasce d’età.

È INVASIVA?

L’invasività della tecnica è modesta e concerne il prelievo degli ovociti, investendo, pertanto, unicamente la partner femminile. L’intervento viene praticato per via transvaginale ed ecoguidato in day surgery ed in anestesia endovenosa. Il transfer di embrioni consiste, invece nell’introduzione di un catetere attraverso il canale cervicale e presenta un grado di invasività molto basso.

 

QUALI SONO I COSTI?

Il costo per la tecnica ICSI è consultabile alla pagina ICSI COSTI

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