ICSI

ICSI

10 Gennaio 2021
 

Che cos’è?

L’acronimo sta per Intra-Cytoplasmatic Sperm Injection. È una tecnica di fecondazione assistita di secondo livello (FIVET; ICSI; IMSI; PICSI) proposta per la prima volta nel 1991 soprattutto come risoluzione dei casi di grave oligospermia  e come sviluppo e avanzamento della tecnica FIVET. Nella storia della fecondazione assistita, questa tecnica rappresenta il traguardo di altre metodiche di micromanipolazione oggi abbandonate che avevano come obiettivo quello di ridurre spazio e barriere che lo spermatozoo doveva attraversare per fecondare l’ovocita.

In cosa consiste?

Si sviluppa in diverse fasi.

Nel corso della prima fase è prevista la stimolazione ormonale della funzione ovarica:il trattamento richiede l’assunzione di farmaci mirati ad ottenere una crescita follicolare multipla. A seconda del protocollo personalizzato scelto per la paziente, la durata dell’intero ciclo di stimolazione ovarica può variare da 10 a 20 giorni. La crescita follicolare viene seguita mediante monitoraggi ecografici seriali e dosaggi ormonali. Questi controlli consentono di modulare il dosaggio farmacologico in base alla risposta ottenuta e di stabilire il momento appropriato per procedere al recupero degli ovociti. Infatti, quando viene visualizzato un numero adeguato di follicoli con un diametro superiore a 17-18mm, viene indotta la maturazione finale degli ovociti contenuti nei follicoli e il loro distacco dalla parete follicolare mediante la somministrazione di hCG (gonadotropina corionica). L’hCG è in grado di simulare il picco dell’LH endogeno, in virtù della sua analogia strutturale con questo ormone.

La fase successivaprevede il prelievo degli ovociti dai follicoli. Quest’intervento, detto “pick-up ovocitario” avviene per via trans-vaginale,in anestesia endovenosa, sotto controllo ecografico.Tutti i follicoli presenti, con un diametro >16 mm, vengono aspirati e il liquido follicolare ottenuto viene controllato immediatamente in laboratorio per la ricerca degli ovociti.

Contestualmente al pick-up ovocitario viene richiesto al partner maschile di produrre un campione di liquido seminale, che verrà adeguatamente trattato in laboratorio ed utilizzato per fertilizzare gli ovociti. 

Mentre nella FIVET ovociti e spermatozoi vengono semplicemente messi a contatto, con la ICSI il singolo spermatozoo viene microiniettato direttamente all’interno dell’ovocita.

Una volta effettuata l’aspirazione follicolare, gli ovociti ottenuti vengono “denudati”: normalmente infatti l’ovocita è avvolto da una guaina mucinosa, detta zona pellucida, sulla cui superficie si trovano le cellule del cumulo ooforo. Per poter microiniettare gli ovociti è necessario prima decumularli e valutare il loro grado di maturità cellulare. Infatti se la cellula non ha completato l’iter maturativo che la porta ad avere un corredo cromosomico pari alla metà delle altre cellule dell’organismo, non può essere iniettata: l’ovocita deve raggiungere cioè la cosiddetta Metafase II, stadio in cui l’unione con lo spermatozoo consente la formazione di un embrione con corredo cromosomico diploide (cioè normale). In questa fase gli ovociti possono anche essere conservati (crioconservazione ovocitaria). Dal giorno successivo alla microiniezione, viene valutata la fertilizzazione ovocitaria e viene monitorata la crescita in vitro degli embrioni formati in opportune condizioni di coltura, fino al momento del loro trasferimento in utero o della loro crioconservazione (crioconservazione embrionaria).

Dopo circa due settimane, l’esito del trattamento dovrà essere accertato dosando la b-HCG, l’ormone prodotto dall’embrione impiantato.

Per quale tipologia di pazienti è indicata?

La tecnica di fecondazione ICSI può essere effettuata sia con gameti della coppia (fecondazione assistita omologa) che con gameti donati (fecondazione assistita eterologa). 

È indicata in linea generale per coppie con un chiaro fattore di infertilità maschile o per coppie che hanno avuto insuccessi mediante tecnica FIVET o inseminazione intrauterina. L’idoneità di accesso a tale tecnica viene comunque attentamente valutata dall’intera equipe, in regime multidisciplinare.

Quali sono le percentuali di successo?

In letteratura, le percentuali di successo, variabili da centro a centro, vanno dal 25 al 35%.Il Centro Hera registra annualmente presso l’Istituto Superiore di Sanità percentuali di successo superiori alla media nazionale, per tutte le fasce d’età.

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