I processi di gametogenesi che inducono la formazione e la maturazione dei gameti maschili (spermatozoi) e femminili (ovociti), così come tutte le variazioni ovariche ed uterine, sono sotto l’effetto diretto di un preciso e sofisticato sistema di regolazione ormonale che percorre l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi.
Proprio per questo motivo, eventuali disfunzioni endocrinologiche sono associate spesso ad infertilità maschile e/o infertilità femminile. Ogni ormone esercita un ruolo unico ed insostituibile nel perfetto “ingranaggio” procreativo.
In un percorso di inquadramento diagnostico per il trattamento di uno stato di infertilità è fondamentale pertanto dosare il livello sierico di alcuni ormoni, tra cui riconosciamo:
- GnRH (fattore di rilascio delle gonadotropine)
- FSH (ormone follicolo-stimolante)
- LH (ormone luteinizzante)
- AMH (ormone antimulleriano)
- prolattina
- E2 (17 β-Estradiolo)
- Testosterone
- Progesterone
- TSH (ormone tireo-stimolante)
- FT3 triiodotironina
- FT4 tiroxina
Per i dosaggi ormonali i pazienti devono sottoporsi a dei semplici prelievi venosi, tenendo conto che alcuni ormoni devono essere necessariamente dosati in un preciso arco temporale e ripetuti ad intervalli definiti, dietro specifica indicazione medica, anche per verificare e controllare l’andamento di un’eventuale terapia in corso.
Questo tipo di approccio clinico permette di definire un’anamnesi precisa dello stato di fertilità e di personalizzare al massimo il trattamento terapeutico, con l’obiettivo principale di ottimizzare il più possibile le possibilità di un concepimento naturale o mediante tecniche di fecondazione assistita di I, II o III livello (IUI, FIVET, ICSI, IMSI, PICSI, MESA, TESE ecc.)