IMSI

IMSI

14 Gennaio 2021
 

Che cos’è? 

L’acronimo sta per Intracytoplasmic Morphologically Selected sperm Injection. È una tecnica di fecondazione assistita di II livello (FIVET; ICSI; IMSI; PICSI) nata nei primi anni 2000 da un gruppo di ricercatori della Bar-Ilan University, in Israele.

In cosa consiste?

Consiste essenzialmente in una metodica ICSI in cui però lo spermatozoo viene selezionato morfologicamente mediante una specifica strumentazione che consente di visualizzarlo, anziché ai 200/400 ingrandimenti con cui viene selezionato nella tecnica ICSI, ad un ingrandimento fino a 6600 volte maggiore. L’IMSI ha quindi lo scopo di identificare particolari alterazioni morfologiche dello spermatozoo, come la presenza di vacuoli, che potrebbero influenzare l’impianto degli embrioni, la loro qualità, le percentuali di aborto ed in ultima analisi le percentuali delle nascite.

Diversi studi hanno riportato che la selezione ad alto ingrandimento dello spermatozoo aumenta la formazione di blastocisti ed il tasso d’impianto, anche in coppie con età materna avanzata.

Le fasi della metodica si articolano come segue: la paziente si sottopone ad un protocollo di stimolazione ormonale con gonadotropine allo scopo di ottenere una crescita follicolare multipla. Avvalendosi del monitoraggio ecografico dell’ovaio e dei dosaggi ormonali, viene quindi indotta la maturazione follicolare e determinato il momento del prelievo ovocitario. L’intervento, eseguito in anestesia endovenosa, consiste nell’aspirazione del liquido follicolare e degli ovociti contenuti al suo interno. Una volta osservato il grado di maturazione ovocitaria post-decumulazione (possono essere utilizzate solo le cellule in Metafase II), gli ovociti vengono microiniettati con gli spermatozoi del partner maschile, opportunamente capacitati e selezionati morfologicamente ad un ultraingrandimento di 6600x. In caso di ovociti sovrannumerari è possibile procedere con la loro crioconservazione (crioconservazione ovocitaria). Dal giorno successivo si valuta la fertilizzazione, data dall’osservazione di due pronuclei all’interno dell’ovocita, e gli ovociti fecondati vengono quindi seguiti nelle loro prime divisioni cellulari fino al giorno in cui gli embrioni, così formati, verranno trasferiti in utero o crioconservati (crioconservazione embrionaria). 

Dopo circa due settimane, l’esito del trattamento dovrà essere accertato dosando la b-HCG, l’ormone prodotto dall’embrione impiantato.

Per quale tipologia di pazienti è indicata?

La tecnica di fecondazione IMSI può essere effettuata sia con gameti della coppia (fecondazione assistita omologa) che con gameti donati (fecondazione assistita eterologa). 

È indicata per le coppie con diversi tentativi falliti alle spalle, dovuti a mancata fertilizzazione o ad arresto maturativo degli embrioni; è inoltre indicata per pazienti con teratozoospermia severa, evidenziata mediante spermiogramma, o con un elevato tasso di frammentazione del DNA spermatico.

Quali sono le percentuali di successo?

In letteratura, le percentuali di successo, variabili da centro a centro, vanno dal 25 al 35%. Hera Fecondazione Assistita  registra annualmente presso l’Istituto Superiore di Sanità  percentuali di successo superiori alla media nazionale, per tutte le fasce d’età.

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