Studio del microambiente endometriale

Studio del microambiente endometriale

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I processi biologici che sono alla base dell’inizio e dello sviluppo di una gravidanza sono molteplici. L’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi rappresenta una via cruciale di regolazione ormonale dell’intero processo di formazione dei gameti (ovociti e spermatozoi) e delle modifiche cicliche dell’utero. Eventuali disfunzioni endocrinologiche, evidenziabili con dosaggi ormonali, possono alterare questi meccanismi di preparazione del corpo umano alla gravidanza.

In particolare la cavità uterina è rivestita da una tonaca mucosa, definita Endometrio, che è soggetta a dei cambiamenti morfologici e funzionali nelle tre fasi di un ciclo sotto continuo e preciso controllo ormonale.

Per effetto diretto degli estrogeni e soprattutto del progesterone, l’endometrio tende a proliferare ed ispessirsi dopo l’ovulazione per diventare una ideale sede di impianto dell’embrione. Laddove l’impianto non dovesse avvenire, tende a sfaldarsi con le mestruazioni. 

Il periodo in cui l’endometrio risulta essere più “ricettivo” viene definito “finestra di impianto”, con una durata limitata e, in condizioni normali, sincronizzata con la fase evolutiva giusta dell’embrione che deve attecchire.

Per tutte queste ragioni è chiaro che lo studio del microambiente endometriale risulta essere fondamentale per la diagnosi e per il trattamento di uno stato di infertilità femminile, primaria o secondaria, sia nella ricerca di una gravidanza spontanea che mediante tecniche di fecondazione assistita di I, II e III livello (IUI, FIVET, ICSI, IMSI, PICSI, MESA, TESE e microTESE). Una ricettività endometriale ridotta infatti rappresenta una delle più frequenti cause di insuccesso di un trattamento IVF.

Tra le principali cause di alterazione endometriale ritroviamo:

  • disfunzioni endocrinologiche
  • infezioni 
  • squilibrio batterico (disbiosi)
  • infiammazioni acute o croniche (endometriti)
  • anomalie immunologiche
  • fibromi, polipi, setti uterini

È possibile studiare il microambiente uterino mediante:

  • Dosaggi ormonali
  • Ecografie specialistiche
  • Isteroscopia diagnostica
  • Test di recettività endometriale eseguibile mediante una piccola biopsia, con una  metodica simile a quella impiegata per lo scratching endometriale 

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